Il cambio automatico è da diversi anni la nuova frontiera per chi guida. Si tratta di una vera e propria rivoluzione per chi si siede al volante perché non occorre più pensare a cambiare la marcia quando il motore lo richiede, bensì il motore fa tutto in autonomia ossia inserisce le marce quando lo ritiene.
Rispetto alla tradizionale trasmissione manuale, la trasmissione automatica consente al guidatore di godere di un maggiore comfort alla guida poiché la scalata (in avanti o all’indietro) delle marce avviene in maniera automatizzata.
Il cambio automatico è facile da usare e può essere:
– a doppia frizione (DCT);
– a variazione continua (CVT).
COME FUNZIONA IL CAMBIO AUTOMATICO
Le vetture dotate di cambio automatico sono allestite in maniera diversa da quelle con la trasmissione manuale. Le prime, infatti, non hanno il pedale della frizione ma solo quelli del freno e dell’acceleratore; la leva del cambio trova posto alla destra del conducente. Sulla leva del vi sono le lettere che indicano la differenti posizioni – e le relative funzioni – del cambio; ciascun costruttore utilizza una propria nomenclatura ma buona parte delle lettere in genere coincide: ‘N‘ (folle), ‘A‘ (avanti) e ‘R‘ (retromarcia) sono quelle sempre presenti. Molti cambi presentano anche la ‘D‘ che sta per drive (guida) e la ‘P’ (modalità parcheggio) oltre ad altre lettere che indicano la possibilità di passare alla trasmissione manuale (in genere indicata con la lettera ‘M’). Molte auto con cambio automatico, infatti, consentono anche di optare per il cambio manuale, per il quale vi sono delle palette alloggiate dietro al volante.
Al netto delle caratteristiche specifiche di ogni cambio, per avviare un’auto dotata di trasmissione automatica bisogna seguire la seguente procedura: inserire la chiave e fare mezzo giro (ovvero accendere solo il quadro della strumentazione), poi posizionare la leva del cambio su ‘N’ e tenere premuto il pedale del freno motore; a questo punto, si può girare ulteriormente la chiave e far scattare l’accensione.
I VARI TIPI DI CAMBIO AUTOMATICO
Tra le tipologie di cambio automatico abbiamo:
Il cambio automatico a variazione continua (chiamato anche CVT, acronimo di Continuously Variable Transmission): questo è molto utilizzato nelle produzioni da parte delle Case automobilistiche giapponesi e coreane e spesso viene offerto sulle auto ibride. Questo tipo di cambio mette in atto un cambiamento continuo del rapporto di trasmissione, all’interno di un range delimitato da un minimo e un massimo. Da un punto di vista puramente tecnico, il CVT è formato da due pulegge, di cui una è connessa all’albero motore, l’altra a quello della trasmissione connesse tra loro da una cinghia. Nella trasmissione a variazione continua la cinghia scivola all’interno della gola della puleggia descrivendo un’orbita di grandezza diversa, che rappresenta il miglior rapporto possibile in relazione al contesto di guida.
Il cambio automatico a doppia frizione (DCT): è un tipo di cambio automatico che utilizza due frizioni differenti. Il meccanismo prevede due alberi, montati sullo stesso asse, e connessi alle due frizioni: in genere, una è per le marce dispari e l’altra per i rapporti dispari. Su uno dei due alberi si trovano anche gli ingranaggi per la retromarcia, solidali con un terzo albero deputato esclusivamente all’inversione del senso di rotazione. Lo ‘scalo’ della marcia viene regolato da una centralina, che sceglie il rapporto da inserire a seconda delle condizioni: in un lasso di tempo estremamente ridotto (tra i 30 ed i 40 millesimi di secondo) avviene il passaggio da un rapporto all’altro, con l’apertura di una frizione e la chiusura dell’altra.
Il cambio DCT può essere completamente automatizzato oppure sequenziale; in quest’ultimo caso è il guidatore, tramite i paddle collocati dietro al volante, a scegliere se innestare una marcia più alta o più bassa.
VANTAGGI E SVANTAGGI DEL CAMBIO AUTOMATICO
Il cambio automatico presenta sia vantaggi che svantaggi. Questi aspetti vanno però analizzati in base al tipo di cambio.
– Il cambio automatico a doppia frizione, ossia il DCT, ha tra i principali punti a sfavore il fatto di essere un meccanismo complesso che può mostrare problemi di natura tecnica, come ad esempio maggiori difficoltà degli interventi di manutenzione. Di contro, però il cambio a doppia frizione ha il lato positivo di consentire rapidi cambi di marcia, una maggiore fluidità di utilizzo ed è in grado di ottimizzare il rendimento del motore implementando una trasmissione ideale della coppia erogata.
– Anche il CVT presenta alcuni aspetti negativi: uno di questi è sicuramente l’attrito tra la cinghia e le pulegge che può causare perdite interne e, di conseguenza, pregiudicare il corretto funzionamento del meccanismo. In aggiunta, per come è strutturato, il meccanismo è adatto a trasmettere valori di coppia non superiori ai 400 Nm. Tra gli aspetti positivi c’è sicuramente la capacità di ‘allungare la vita’ del motore, grazie alla flessibilità del cambio di rapporto, sia il comfort per chi si trova alla guida.
Attualmente ci sono tanti modelli di auto dotate di cambio automatico: alcuni lo offrono di serie, altri come optional a pagamento. In aggiunta, rispetto ad alcuni anni fa, la trasmissione automatica si sta diffondendo anche nel segmento delle utilitarie e delle berline compatte di fascia media. Sono un esempio di questa tendenza l’Alfa Romeo MiTo (DCT a 6 rapporti), l’Audi A1 (S Tronic a doppia frizione), Citroën C3 (EAT6), Fiat Panda (Dualogic robotizzato a 5 marce), Ford Fiesta (PowerShift a 6 marce), Mazda2, Mini (5 porte), Opel Corsa, Peugeot 208 (EAT6), Renault Clio (EDC a doppia frizione a sei rapporti), Seat Ibiza (DSG), Skoda Fabia, Suzuki Swift e VW Polo. Non mancano anche modelli appartenenti ad altri segmenti, come ad esempio BMW X5, Toyota Prius, Peugeot 308, Kia Sportage, Range Rover Evoque e Fiat 500X.
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